SANREMO 2016 GIOVANNI CACCAMO DEBORAH IURATO INTERVISTA - Manca una settimana all’inizio del 66esimo Festival di Sanremo (9-13 febbraio). Tra i Big in gara ci sarà anche la coppia formata da Giovanni Caccamo, vincitore in carica della categoria giovani dello scorso anno, e Deborah Iurato, ex vincitrice di Amici.

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Legati da una forte amicizia anche nella vita, i due cantanti siciliani canteranno Via da qui, scritto da Giuliano Sangiorgi e che parla proprio di amicizia. A raccontarcelo sono stati i due artisti che abbiamo incontrato oggi a Milano, alla Sugar Music.

Avete da poco fatto le prime prove sul palco dell’Ariston. Com’è andata? E che emozioni provate a una settimana dall’inizio del festival?

Deborah: Le prove sono andate benissimo! L’emozione c’è ed è innegabile, perché Sanremo è Sanremo, però il fatto che io e Giovanni siamo legati da una forte amicizia aiuta… Il brano che porterete in gara, Via da qui, ha un significato particolare per voi, che siete così amici…

Giovanni: Sì, diciamo che con questa canzone vorremmo riportare in auge questo sentimento così poco di moda come l’amicizia, perché di solito si parla sempre d’amore. L’essenza del pezzo è la capacità di chiedere scusa, quindi di mettere da parte l’orgoglio in una situazione di difficoltà, che può esserci in un rapporto di amicizia, d’amore, ma anche nel dialogo tra i popoli. Di fatto questa parola magica che usiamo poco, potrebbe essere la chiave per risolvere tanti problemi. La frase che preferiamo del testo infatti è proprio “Se mi sussurri ‘scusa’ resto”.

Quando avete deciso di cantarla insieme?

Giovanni: Il brano mi è stato donato e cucito su misura da Giuliano Sangiorgi e una sera, lo scorso settembre, mentre lo cantavo Deborah ha iniziato a cantarlo con me e ci siamo accorti che, insieme, la magia cresceva… Voi avevate già collaborato in realtà…

Deborah: Sì, Giovanni aveva scritto per me Da sola, il brano della scorsa estate. Io ero alla ricerca del singolo e quando mi arrivò quello di Giovanni gli chiesi: “Ma tu che fai? Mi leggi nel pensiero?”, perché il testo parla proprio del periodo che stavo vivendo.

Ma tu, Giovanni, lo avevi scritto appositamente per Deborah?

Sì, anche perché noi siamo amici da due anni e parliamo molto.

Tra l’altro ad unirvi è anche la provenienza…

Giovanni: Sì, siamo tutti e due ragusani, ma ci siamo conosciuti “musicalmente” qui a Milano, dopo la vittoria di Deborah ad Amici e prima della mia vittoria a Sanremo. Deborah: Anche qui a Milano non viviamo distanti!

A proposito di Milano: come vi trovate qui e cosa vi manca di più della vostra Sicilia?

Deborah: Ci mancano sicuramente le nostre famiglie e il cibo!

Giovanni: Le arancine, i cannoli, le scacce…

Cosa sono le scacce?

Deborah: Sono cose prettamente ragusane: una specie di lasagna fatta con la pasta del pane… Poi a me mancano alcune abitudini, come un caffè con le amiche. Però anche a Milano mi trovo benissimo, non me ne andrei da qui!

Giovanni: Nemmeno io!

Ci parlate anche dei vostri album in uscita, entrambi il 12 febbraio, giusto?

Giovanni: Sì, il mio si chiamerà Non siamo soli. Ho cercato di trovare un suono coerente con me e con le mie canzoni. Protagonisti sono i testi, le melodie e la voce. Il titolo prende il nome da uno dei brani più importanti dell’album, che ho scritto a Gerusalemme e che si basa sulla considerazione che anche nelle situazioni di solitudine chiunque può alzare gli occhi al cielo e trovare qualcuno pronto a tendere una mano. È un invito a una spiritualità che non ha un nome e che secondo me prescinde dalla religione, è un’attenzione verso una verticalità e non solo verso un’orizzontalità terrena. 

C’è qualche collaborazione all’interno? 

Sì, quella con Malika Ayane, che è stata colonna sonora del corto Pixar Lava, e una con Carmen Consoli che ha scelto di cantare il pezzo Resta con me, che ho scritto io. Un duetto che per me significa moltissimo sia da artista che da fan. 

Deborah: Il mio album, Sono ancora io, è quasi come fosse un figlio! Contiene diversi inediti e alcuni pezzi rivisitati in chiave acustica. Ci tengo molto perché unisce tante cose, incluso Amici, perché dentro c’è Anche se fuori è inverno, scritto per me da Fiorella Mannoia, e Sono ancora io, che parla della mia esperienza dopo la vittoria di Amici. 

Ovvero?

Quando si fa un talent si rischia di non saper più gestire la propria vita quotidiana. Il successo mediatico rischia di deviare tutto. Per me però non è stato così. Mi sono fermata e mi sono detta: “Sono fortunata ad avere questo tra le mani. Tanti vorrebbero essere al mio posto.” Così ho deciso di vivere questa esperienza al massimo, senza però cambiare i miei principi. 

Cosa ti ha aiutato in questo?

Io posso solo ringraziare tutte le persone che mi hanno sempre sostenuta. Loro sono il mio punto di forza. Io amo cantare per loro e con loro. 

A proposito di Amici, lo stai seguendo e cosa ti è rimasto di quella esperienza?

No, non riesco, perché sono spesso fuori. Amici secondo me è un trampolino, ti aiuta a crescere sia caratterialmente che professionalmente. La cosa importante è non cambiare identità dopo, perché il pubblico che ti ha sostenuta sarebbe il primo ad avvertirlo. È difficile non cambiare? Secondo me no. Basta essere se stessi, senza cercare di creare un personaggio, perché non aiuta…

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