FILIPPO TIMI CURIOSITA' - Tra gli attori più sorprendenti e versatili del cinema italiano c'è anche lui, Filippo Timi, perugino di nascita e dotato di una ironia e leggerezza fuori dal comune. Timi, protagonista accanto ad Alessandro Benvenuti della serie tv di Sky I delitti del Barlume, arrivato alla quarta stagione, è uno scrittore, regista, attore e pittore. Filippo non ha mai nascosto il suo passato complicato e gli aspetti meno lusinghieri della sua vita. Ecco cosa non sapete.

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L'infanzia perugina

Timi ha raccontato di essere stato un bambino povero e di aver avuto problemi di peso. Ha una sorella, Cristina, con cui ha ritrovato un legame negli ultimi anni e una cugina affetta da un ritardo mentale, a cui è ispirato il monologo teatrale Skianto. "Da ragazzo ero un poco sfigato. Facevo le scuole superiori all’istituto d’arte. Moda e costume, design. Mi piacevano ma non sapevo mica bene che cosa fossero. Mi piaceva Dalì. Ho anche dipinto una porta di casa, imitandolo" ha raccontato a Corriere della sera.

Filippo Timi ha problemi agli occhi

L'attore si definisce mezzo cieco ed effettivamente ha un problema degenerativo alla retina che gli impedisce di mettere a fuoco correttamente gli oggetti. Nonostante questo, recita e dipinge.

Filippo Timi: l'esordio a teatro

Timi inizia a recitare per uscire dal suo ambiente, che ama, ma che gli sta stretto. I primi passi sono nella compagnia perugina "Carthago Teatro" sotto i consigli del regista Mehdi Kraiem, poi frequenta il Centro per la Sperimentazione e Ricerca Teatrale di Pontedera con Dario Marconcini. Nel 1994 ha collaborato con Pippo Delbono per uno studio per il suo spettacolo “La rabbia”. L'ultimo suo spettacolo è del 2016, Una casa di bambola. Ha scritto e interpretato diversi monologhi, di cui un adattamento della storia di Romeo e Giulietta in dialetto perugino.

Il primo libro di Filippo Timi

Timi esce dall'anonimato nel 2005, quando scrive a quattro mani con Edoardo Albinati il libro in parte autobiografico Tuttalpiù muoio. Nel libro si parla di sfide con gli amici, di emarginazione, di sesso promiscuo e altri argomenti forti, sempre con leggerezza ed estrema ironia: un linguaggio che Timi ha imparato a fare suo e che lo aiuta a scherzare sulle sue 'disgrazie'. Ha scritto poi altri due libri, per Garzanti e Fandango Libri.

I film con Tonino De Bernardi

Timi ha collaborato con Tonino De Bernardi, regista di cinema indipendente e di sperimentazione, dal 1999 al 2004. Uno dei spersonaggi più famosi interpretati per De Bernardi è stato il travestito Antonello Rosatigre, giocoliere, musicista e cantante che vive l'emarginazione. Un personaggio malinconico, che avrebbe spaventato molti, ma non Timi.

La balbuzie di Timi

In pochi lo sanno, ma Filippo Timi sin da quando era piccolo è affetto da balbuzie, che ha imparato a controllare recitando. Quando parla di sé emerge ancora, nonostante lui abbia imparato a farci i conti. Mentre recita, invece, la sua voce scorre fluida e perfetta.

I ruoli celebri al cinema

Nel 2006 Timi recita in Saturno Contro di Ozpetek, poi fa la parte di un novizio nel film In memoria di me di Saverio Costanzo, ma a renderlo davvero famoso sono i ruoli nei film Vincere di Marco Bellocchio, Come dio comanda di Salvatores e La doppia ora.

Timi e l'insicurezza

Filippo Timi ha affrontato un percorso difficile per accettare alcuni aspetti della sua vita e della sua sessualità. Lo ha raccontato a IO DONNA. "A 23 anni ero ossessionato dall’Aids. Non riuscivo neppure a stringere la mano alle persone. Un blocco fisico-emotivo tremendo: vado da una psicologa freudiana che mi devasta, dopo un paio di mesi mollo... Piano piano ho realizzato da solo che avevo attribuito il nome di “Aids” a problemi miei, all’insicurezza".

Filippo Timi a New York

Ad aprile 2016 Timi era ospite al Tribeca Film festival di De Niro, a New York, per presentare il film Icarus - a vision. Il film, come ha raccontato a Vanity Fair, parla di un uomo che fa esperienza di una sostanza allucinogena, l'ayahuasca. Un è argomento di conversazione in molti salotti newyorkesi, dice Timi. L'attore ne è molto affascinato e per interpretare il film (che probabilmente non uscirà in Italia), è volato nella giungla amazzonica a girare e ha perso 15 kg.

Il nuovo romanzo di Timi

Timi ha finito di scrivere il suo quarto romanzo, che dovrebbe uscire nel 2017. Il titolo? «O "Felice come una bara - chi dice che le bare siano infelici? Sottotesto: e chi ti dice che non lo siano?". La seconda, verso cui sono più propenso, è "Del buco io vedo il tappo"» ha detto a Vanity Fair.